storia del volo (parte 5)

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Scritto dall’architetto Piero Camillo Tucci


Clémenl Ader

Il “caso” di Clément Ader è  sempre aperto, e tale resterà (a meno di improbabili rivoluzionarie testimonianze scoperte in fondo a   qualche archivio). Per molti storici dell’aviazione francesi, se non proprio per tutti, Ader è stato – sic et simpliciter – il primo uomo che abbia volato con un “più pesante dell’aria”, tredici anni prima dei Wright. Qualche francese meno accecato dallo sciovinismo e praticamente la totalità degli storici stranieri dell’aviazione concordano invece sul fatto che nel 1890 Ader riuscì – a quanto pare a far sollevare dal suolo una sgraziata macchina volante munita di ali e motore e a farla posare di nuovo a terra dopo una cinquantina di metri. Ma fu al massimo un lungo saltello, non un volo sostentato e controllato come quello dei Wright. E quindi non fu un volo, in poche parole.

Il personaggio al centro della controversia, Clément Ader, nacque a Muret, in Francia, il 12 aprile 1841, da modesta famiglia che godeva però di un certo livello di agiatezza (il padre di Clément era un falegname). Dopo avere frequentato a Tolosa le medie superiori, ebbe un posto nella Direzione statale dei lavori pubblici come responsabile di cantiere. In questo suo incarico diede rapidamente prova di eccezionali qualità inventive, studiando e facendo adottare nuovi profili di ponti e, soprattutto, mettendo a punto nel 1866 una macchina

per il sollevamento dei binari. Lo spirito inventivo non lo sbrigliò però soltanto nella professione. Il giovanotto, che si poteva armai considerare un ingegnere autodidatta, pressappoco in quella stessa epoca costruì una macchina elettrica rotante a corrente continua, nel 1868 fabbricò la prima bicicletta con ruote gommate e nel 1875 delineò un progetto, molto embrionale, di veicolo cingolato atto a muoversi su ogni tipo di terreno.

Tra un’illuminazione e l’altra, Ader continuava però a inseguire il suo grande sogno: volare come gli uccelli.

Gli uccelli o, più esattamente, tutte le creature volanti – li avrebbe studiati per tutta la vita, convinto com’era del fatto che la strada del “più pesante dell’aria” passava per l’imitazione fedele della natura. Egli stesso raccontò delle sue osservazioni sugli insetti e sui passeri, così come dei suoi esperimenti con cervi volanti e “costumi da uccello”, di quando era 22enne ancora ragazzo.

Nel 1873, provò a Castelnaudary un cervo volante. Poi, dedicò molto tempo a osservare le cicogne in Alsazia, i rapaci in Algeria e gli avvoltoi che aveva ambientato nel giardino della sua casa parigina. Poco a poco, formulò delle teorie sulla sostentazione, che avrebbero rappresentato la base delle sue realizzazioni pratiche. Per arrivare a queste ultime avrebbe però avuto bisogno di grandi mezzi finanziari e, allo scopo di reperirli, nel 1876 lasciò l’impiego statale per occuparsi, a Parigi, di telefoni.

Dal 1878 al 1884 depositò più di cinquanta brevetti relativi a questo mezzo di comunicazione, tra i quali quello del “teatrofono”, che avrebbe dovuto consentire agli abbonati di seguire senza muoversi da casa spettacoli teatrali,(naturalmente solo in audio. E sempre in quel tempo realizzò la prima rete telefonica urbana parigina.

Con il denaro guadagnato grazie a queste attività. potè infine dedicarsi alla messa a punto di una macchina volante che avrebbe battezzato “Avion” (aeroplano, dando così alla storia dell’aviazione un contributo linguistico che in sostanza è l’unico non discusso), e della quale depositò il brevetto il 19 aprile 1890.

A quella data, il primo “Avion” di Ader, l’Eolè, la costruzione del quale era stata iniziata nel 1882, era stato terminato da tre mesi. La forma delle ali ricalcava quella della grande rassetta indiana e la loro costruzione, così come quella dell’elica, rappresentava un notevole exploit meccanico, in quanto le ali stesse erano ripiegabili. La potenza necessaria alla ipotizzata sostentazione era fornita da un motore a vapore di eccezionali caratteristiche, in quanto pesava solo tre chili per ogni cavallo erogato (contro gli otto di media dei propulsori dell’epoca).

Fin dall’inizio del suo lavoro, Ader, convinto dell’importanza che esso avrebbe potuto avere agli effetti militari, si era trincerato dietro un rigoroso segreto. E fu quindi alla sola presenza di pochi fidatissimi testimoni che decise di effettuare nel parco del castello di Armainvilliers, messo a sua disposizione dalla proprietaria, madame Pereire, la prima prova dell'”Eole”. il 9 ottobre 1890, “su una distanza di circa 50 metri l'”Eole” si stacca da terra, con la sola risorsa della sua forza motrice”, avrebbe seritto Ader, avviando così la disputa che dura ancora oggi.

Quella controversia realizzazione gli era però costata molto cara e, per continuare il suo lavoro, Ader ebbe necessità di un aiuto finanziario, che gli venne fornito da un grande studioso, Charles de Freycinet, allora ministro della Guerra. Con un credito di 300.000 franchi, l’inventore potè costruire diverse macchine volanti. L’ultima di queste, l'”Avion III”, provata il 12 ottobre 1897 a Satory, vicino a Parigi, in una giornata molto ventosa, finì ingloriosamente al suolo davanti a una commissione di militari che dovevano valutarla.

Benché i commissari dessero, malgrado tutto, parere favorevole, il nuovo ministro della Guerra, generale Billot, decise di troncare il finanziamento. Scoraggiato, Ader distrusse la maggior parte delle sue macchine prima di ritirarsi nella Haute Garonne, dove si mise a riordinare i suoi appunti e ad organizzarli in un libro che pubblicò nel 1907 sotto il titolo “L’Aviation Militire”. Fu un’opera eccezionale, fatta di scritti per la maggior parte anteriori al 1898, che provarono le qualità profetiche di Ader in materia di futuro dell’arma aerea.

L’autore delineò, di quest’ultima, la suddivisione in specializzazioni, e ipotizzò attrezzature aeroportuali, portaerei e sistemi di difesa antiaerea. Parlando di strategia, seppure nebulosamente anticipò qualcosa di simile a quella che trentadue anni dopo sarebbe stata la battaglia d’Inghilterra.

Tutte queste idee rivoluzionarie le accarezzava da molto tempo, come prova questa sua affermazione del 1893: “Quest’arma di domani, tanto terribile che distruggerà tutte le altre, sarà per il nostro paese la vita se la possiederemo, e la morte se altri la useranno contro di noi”.

E’ chiaro che le macchine volanti del francese così come egli le aveva concepite non sarebbero mai sfociate in qualcosa di pratico, ma le sue teorie circa il futuro dell’aviazione avrebbero invece potuto evitare, se accolte per tempo, molti guai. Tardivamente colmato di onori Ader si spense a Tolosa il 3 maggio 1925.